"Un pubblico!"
"Inaspettato e improvviso ci colpì il naufragio e per ignoto e misterioso contagio, o forse fu il destino oppure il caso, in questo teatro, a recitare, sprofondati siamo…"
William Shakespeare lo sapeva bene che spesso le cose grandi della vita accadono per caso.
Se io fin da bambino non avessi preso parte al gruppo delle "recite" scolastiche del Maestro Pesaola e a quello delle "scenette" domenicali all’Oratorio di S. Luca a Milano, probabilmente il seme del teatro non avrebbe attecchito in me…
Se non avessi incontrato gli attori del Teatro D'Artificio e della Filarmonica Clown o il grande Bolek Polivka, o Marino Zerbin, adesso sarei ancora seduto dietro una scrivania in un'agenzia di pubblicità…
Il teatro mi ha cambiato la vita.
Oggi è una delle mie tre scarpe: teatro, musica e cabaret.
E ognuno di questi tre segmenti della mia dimensione artistica, da e riceve energia e tecnica dagli altri due: i tempi teatrali li adopero nel cabaret e il bagaglio musicale arricchisce le performances teatrali.
La clownerie, il teatro di strada, la rivisitazione in chiave comica degli autori classici, il teatro per ragazzi, sono state e sono grandi occasioni per “giocare” comunicando. Per divertire raccontando.
Un vecchio attore di teatro, all’inizio della mia carriera mi disse:
"Noi non possiamo morire, finché avremo una storia da raccontare!"
Poi, purtroppo… è morto.
Benvenuti nella sezione dedicata al Teatro.


tratto dal racconto di Joseph Roth con Carlo Pastori e Marino Zerbin









