"Un pubblico!"
"Inaspettato e improvviso ci colpì il naufragio e per ignoto e misterioso contagio, o forse fu il destino oppure il caso, in questo teatro, a recitare, sprofondati siamo…"
William Shakespeare lo sapeva bene che spesso le cose grandi della vita accadono per caso.
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di e con Paolo Gulisano, Carlo Pastori, Walter Muto e con la collaborazione di Luisa Vassallo
Chesterton fu uno tra i più significativi autori della cultura inglese ed europea del Novecento. Saggista, apologeta cristiano, giornalista, narratore appassionante che incantò generazioni di lettori. Quello che contraddistingue la sua opera è la sua essenziale saggezza e il suo ottimismo che nasce dal realismo cristiano.
La proposta di Chesterton è quella di prendere sul serio la realtà nella sua integrità, a cominciare dalla realtà interiore dell'uomo e di adoperare fiduciosamente l'intelletto - ovvero il buon senso - purificato da ogni incrostazione ideologica. Magari cominciando da se stessi, dandosi meno "peso", "prendendosi alla leggera", cosa che riesce a far volare gli angeli.
Negli anni '70 la RAI realizzò un fortunato "sceneggiato" (la "fiction" dei nostri giorni) tratto dalle avventure di Padre Brown, con protagonisti Renato Rascel ed Arnoldo Foà, che ebbe uno straordinario successo. Ora per la prima volta in Italia le opere di Chesterton diventano uno spettacolo teatrale.
Un musicista, un attore e uno scrittore si sono messi insieme, al servizio del grande autore inglese, realizzando uno spettacolo di canzoni, racconti e sketch tratti dalle principali opere di Chesterton e da episodi dalla sua stessa vita, una vita che fu sempre vissuta all'insegna dello stupore.
Lo spettacolo:
Non è ben chiaro chi siano, i 3 personaggi sulla scena (forse un pub, forse un'osteria), che consumando rum e biscotti intrecciano ricordi, come fossero in gara tra loro a chi ne custodisce più degli altri due. Fatti talmente strani da non poter essere accaduti realmente, ma talmente logici da dubitare che siano frutto dell'immaginazione di un uomo.
I racconti che gli attori fanno rivivere sulla scena, facendo uso dei loro linguaggi prediletti, prosa, comicità e musica, si riferiscono a preti con la passione del crimine, a viaggi e mestieri stravaganti, a duelli all'arma bianca con tirate di naso, ad improbabili agenti immobiliari, a criminali e santi, a giovani pazzi e a vecchie governanti.
L'unica cosa certa è che i tre hanno visto o sentito quello che raccontano. Sono stati testimoni, in qualche modo, dei fatti raccontati. Forse uno di loro è stato il vicino di casa dell'uomo che ha inventato tutte le storie che prendono vita sulle assi del palcoscenico. E il secondo, magari, è stato suo compagno di giochi da ragazzo. E il terzo era compagno di scuola di "Jeekaycee". Fatto sta che i tre raccontano. E i personaggi prendono vita e si dissolvono come in un caleidoscopio della memoria, a ricomporre i tasselli del genio creativo di Chesterton. Navigando tra umorismo e commozione. Tra mistero e realtà. Incalzati da una stralunata giornalista curiosa.
Incuriosire: questa è la "mission" con cui siamo partiti per questo viaggio verso il paradosso e il mistero, avvicinare più lettori possibile agli scritti del grande autore inglese, così come ci è già accaduto nei confronti di Giovannino Guareschi, della sua vita e delle storie nate dal suo genio creativo.
