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testo
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Francesco Niccolini da William
Shakespeare
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regia
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Carlo Rossi
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con
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Roberto Abbiati, Bano Ferrari,
Carlo Pastori
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consulenza scenografica
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Marcello Chiarenza
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allestimento
scenico e costumi
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Raffaella Meregalli
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produzione
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Teatro de gli Incamminati
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Quasi si trattasse di un unico, grande racconto
dal quale attingere un universo di storie e di ruoli, di parti
e di costumi, il mondo magico di William Shakespeare diventa una
straordinaria giostra/caleidoscopio, senza fine e senza inizio,
sulla quale salire senza più scendere, innamorandosi una
volta per sempre di quel gioco meraviglioso che è il teatro.
E per alimentare questa giostra di costumi, effetti e travestimenti
ci guidano tre clown, con un baule molto speciale, scampati non
si sa come alla più misteriosa delle tempeste, e soprattutto
una grande voglia di lasciarsi sorprendere, di non frenare la
potenza dell'immaginazione.
Il resto è già stato scritto, per nostra fortuna:
Romeo, Giulietta, Bottom, Puck, Oberon, Falstaff, Enrico V, Riccardo
III, Macbeth, Lear, Otello, Iago, Amleto, Polonio, Ofelia, Antonio,
Cleopatra, Giulio Cesare, Bruto, Prospero, Ariel... un esercito
di volti, costumi, sorprese e fantasmi che da cinque secoli continuano
a riempire di risate, lacrime ed emozioni il teatro di tutto il
mondo. E che meglio di chiunque altro possono accompagnare per
mano qualunque spettatore, anche il più giovane, dentro
questa strana e divertente magia.
Tre clown fanno naufragio sul palcoscenico di un teatro,
spinti lì forse dalla voglia di misurarsi con un testo
classico,
di affrontare un grande autore, anzi, il più grande:
recitare William Shakespeare.
Come sanno fare loro, per carità. Giocando
Recitare o giocare?
"Giocare a Shakespeare" direbbe un bambino.
Non a caso in Inghilterra o in Francia si usa lo stesso verbo
per indicare entrambe le azioni. Ed entrambi sono giochi.
E quale gioco migliore, in teatro, di Shakespeare?
L'idea di "The Clown Shakespeare Company" è tutta
qui: portare Shakespeare a chi, grande o piccolo che sia, si accosta
per la prima volta al gioco del teatro, fatto di finzione più
vera di ogni realtà, di autentiche illusioni, di sogni che
spariranno senza lasciare segno, dove il mondo magico di William Shakespeare,
con i suoi infiniti travestimenti, i suoi personaggi ed i suoi sorprendenti
destini, diventa una straordinaria giostra/caleidoscopio, senza fine
e senza inizio, sulla quale salire senza più scendere, innamorandosi
una volta per sempre di quel meraviglioso gioco che è il teatro.
Il resto è già stato scritto, per nostra fortuna: Romeo,
Giulietta, Falstaff, Riccardo III, Otello, Jago, Desdemona, Cassio,
Giulio Cesare, Bruto, Amleto, Marcello, Orazio, Antonio, Cleopatra,
Prospero, Ariel
un esercito di volti, costumi, sorprese e fantasmi che da cinque secoli
continuano a riempire di risate, lacrime ed emozioni il teatro di
tutto il mondo. E che meglio di chiunque altro possono accompagnar
per mano qualunque spettatore, anche il più piccolo, dentro
questa strana e divertente magia.
Francesco Niccolini e I Clown del Teatro D'Artificio
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"Attori, al vostro comando!
Attori
ma che ne sapete voi della morte?
Quella vera?
Ma io vi domando:
cosa c'è di più importante per un attore che morire?"
Tom Stoppard
Rosencranz e Guildestern sono morti
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Nota di regia
Qualunque anestetico l'uomo contemporaneo possa prendere, non può
eliminare dalla propria vita il senso della morte.
Pochi artisti hanno chiaro questo destino quanto William Shakespeare
e, probabilmente, nessuno quanto Shakespeare ha saputo trasformare
la morte, l'omicidio ed il suicidio in opera d'arte ed architettura
portante del proprio lavoro quotidiano, quello di drammaturgo capocomico
e attore: morire come "destino", dunque parte e ruolo.
D'altronde, si sa, per un attore non c'è nulla di più
desiderabile e sensualmente piacevole che morire sulla scena tutte
le morti possibili. Meglio ancora se lo fa ridendoci su, per esorcizzare
la morte e la sua paura.
"The Clown Shakespeare Company" nasce dall'intersecarsi
di questa tre linee: la morte come destino ineluttabile, eppure
la morte come diletto e abilità attoriale e l'esorcismo ridanciano
della paura. E se la vita - come ci ricordano in molti, da Shakespeare
a Kubrick - è sogno, di più, il naufragio di un sogno
ed il sogno di un naufragio, sta ai naufraghi sopravvissuti cercare
di recuperare dalla memoria tracce di quella vita sognata, quella
prima del naufragio e dell'incubo insonne.
Questo fanno i tre clown protagonisti dello spettacolo: scampati
non si sa come dalla più misteriosa delle tempeste e catapultati
di fronte ad un pubblico, essi tentano disperatamente (comicamente
e invano) di ricordare parti, azioni ed intenzioni del loro repertorio
shakespeariano, interamente incentrato sulla voluttà di quelle
dolci morti immortali. Quelle di Antonio e Cleopatra, quella di
Desdemona, di Giulio Cesare e la strage del castello di Elsinore
in Danimarca. Quella di Riccardo III e delle sue vittime. Infine
di tutte quella più dolce: la morte di Romeo e Giulietta,
bimbi magicamente strappati al pubblico e soffiati in scena ad augurare
la buona notte, per ricordare che ben poca è la differenza
tra attori e spettatori, due facce di una stessa moneta, ed entrambi
protagonisti del medesimo sogno.
I Clown del Teatro D'Artificio operano dal 1986 nel campo della
clownerie, sotto la guida del loro amico e maestro Bolek Poliva,
clown ceco noto in tutto il mondo per la forza comunicativa e l'uso
geniale del linguaggio comico. Dall'incontro con Francesco Niccolini,
collaboratore alla drammaturgia de "Il racconto del Vajont"
e "Il Milione" messi in scena da Marco Paolini, nasce
"The Clown Shakespeare Company", strampalato omaggio dei
comici al grande drammaturgo inglese.
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SCHEDA TECNICA
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| Durata spettacolo: |
75 minuti senza intervallo |
| Attori in scena: |
3 |
| Musiche di scena: |
registrate e dal vivo |
| Spazio scenico: |
misure minime: mt. 8 x 6 |
| Carico luci minimo: |
10 kw presa pentapolare (3 fasi + neutro + terra)
a norme CEE da 32 ampère - 380 W. |
| Montaggio: |
3 ore prima dello spettacolo |
| Smontaggio: |
2 ore dopo lo spettacolo |
Necessaria oscurabilitá totale della sala.
Necessaria scaletta d'accesso alla platea.
Numero massimo spettatori: 400
Preferibile quintatura e fondale nero.
Per rappresentazioni all'aperto, predisporre luogo alternativo al
chiuso, in caso di maltempo.
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Today: 3 Settembre 2010
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