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LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE
dal racconto di Joseph Roth
Un miracolo.
Tra inaspettate donazioni di denaro, notti passate nelle osterie e promesse
di restituzione di soldi mai mantenute se non alla fine del racconto,
è di un miracolo che tratta LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE.
"Perché a nulla si abituano gli uomini più facilmente
che ai miracoli, se si sono ripetuti una, due, tre volte. Si! La natura
degli uomini è tale che vanno subito in collera se non capita loro
di continuo tutto quanto sembra aver loro promesso un destino casuale
e passeggero. Così sono gli uomini
e che altro potremmo aspettarci
da Andrea? Trascorse perciò il resto della giornata in diverse
taverne, e si adattò all'idea che il tempo dei miracoli da lui
vissuto fosse passato, passato per sempre, e che ora fossero cominciati
di nuovo i suoi vecchi tempi."
L'allestimento mette in scena, in forma di racconto teatrale
con canzoni, la storia di Andrea, barbone parigino toccato dalla Grazia
di un Incontro con un benefattore che, a patto che la somma venga restituita
alla piccola S. Teresa nella chiesa di S. Maria di Batignolles, gli offre
una somma in denaro di cui poter disporre liberamente.
La vicenda di Andrea si trasferisce, nell'allestimento teatrale,
da Parigi a Milano.
La Senna è quindi sostituita dai Navigli, i bistrot parigini dalle
antiche osterie milanesi, la chiesa di S. Maria di Batignolles dall'Abbazia
di Chiaravalle, alle porte di Milano, che per le due settimane in cui
si svolge la vicenda ospita le spoglie di S. Teresa di Lisieux in uno
dei suoi tanti viaggi in Europa.
E' lì che la piccola Teresa aspetta Andrea. Ed è lì
che Andrea arriverà, per saldare, alla fine, il suo debito.
Un debito è un debito. E solo i gentiluomini, barboni,
contadini o musicanti che siano, sono in grado di trasformare un debito
da evento negativo a impulso nuovo e vitale da cui trarre beneficio e
dignità.
"Conceda Dio a tutti noi, a noi bevitori, una morte
così lieve e bella!"
Lo spettacolo alterna momenti di narrazione a finestre musicali
che si aprono su cortili, alberghi decadenti, osterie e ritrovi fumosi,
raccontando contemporaneamente la storia di Andrea, il barbone, e di una
Milano piovosa e inospitale, soprattutto nei confronti di chi è
costretto a vivere di elemosina per tirare avanti.
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