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"Facevo il volontario oggi sono sul palco"
Nel 1980 ero qua a suonare, poi il balzo a Zelig e il ritorno
a Rimini
Intervista a
Carlo Pastori
Protagonista indiscusso di queste prime tre serate al Meeting Mare,
acclamato da migliaia di persone, Carlo Pastori si presenta al nostro
appuntamento come un qualsiasi ciellino che tutte le sere prende
il Bus Meeting per tornare nel suo albergo a zero stelle. Ho
appena portato i miei figli in fiera, dice il presentatore
degli spettacoli che si svolgono quotidianamente in piazzale Fellini.
Dal palco di Zelig a quello del Meeting Mare, che effetto fa
?
In verità io già nel 1980 ero qua, a suonare,
quindi il vero percorso è Meeting-Zelig-Meeting, e io sono
felicissimo di essere ancora qua, di presentare queste serate, cioè
di fare da collante tra tutti gli artisti e il Meeting. Io in verità
sono nato come musicista e solamente con il tempo sono diventato
anche un comico.
Comè successo ?
Nella mia vita è sempre successo tutto grazie a una
serie di incontri, ed in quel caso si è trattato di Bolek
Polivka, uno dei più grandi comici europei, un clown cecoslovacco
che mi ha cambiato la vita. Se vuoi diventare un grande devi per
forza avere un maestro.
Che cosa ti è stato insegnato di tanto speciale ?
Che un comico deve saper guardare; cè chi passeggiando
per strada rimane a testa bassa e cè chi osserva: cè
chi è capace di creare un personaggio vedendo in albergo
la solita donna anziana che si porta al mare le due figlie zitelle;
queste persone ben estremizzate da un comico sanno far ridere la
gente, perché fanno riemergere dalla memoria le immagini
incamerate nel proprio passato, e questo fa ridere.
Il Meeting Mare, già dallanno scorso, ricopre un
ruolo fondamentale allinterno della manifestazione.
Tu che sei il filo rosso che unisce tutti quelli che si esibiscono,
come lo vedi ?
La ricchezza di piazzale Fellini sta nel fatto che sincontra
gente di tutti i tipi. Sotto il palco ogni sera vedo ragazzi che
stanno per andare in discoteca, mamme con il gelato, nonni che si
fermano sentendo la musica
Forse nessuno di loro sa che cosè
il Meeting, ma il clima sotto e sopra il palco li coinvolge a tal
punto che rimangono a guardare quello che succede. Ed il bello è
che ascoltano! Dovunque, appena cè un momento morto,
tra il pubblico si comincia a parlare, a fare brusio, a chiacchierare.
Qui no, qui si aspetta con attenzione.
Ciò che succede tra i padiglioni qui come arriva ?
Proprio per questo motivo prima e dopo ogni concerto invito
tutti ad un incontro in fiera o a visitare una mostra, facendo capire,
o almeno cercando di far capire, che la bellezza che hanno di fronte
non finisce lì.
Andrea Arcangeli
[intervista tratta dal sito www.meetingrimini.org]
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