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Intervista
a Riro Maniscalco
chitarrista e cantante newyorkese di stanza a Piazzale Fellini
Per incontrare Riro Maniscalco, chitarrista e cantante della Bay
Ridge Band, siamo costretti ad affrontare il traffico di metà
agosto che divide Rimini da Pesaro. Ma tornando in fiera, dopo un
dialogo sotto gli ombrelloni di venti minuti, siamo proprio certi
che ne sia valsa la pena, perché questo pesarese sulla cinquantina
che da 7 anni vive a New York, oltre che un valente musicista è
anche un gran personaggio.
Riro, comè nata la Bay Ridge Band ?
Quando sono arrivato in America i primi quattro gatti che
ho conosciuto erano tutti musicisti e musicisti veri, di quelli
che suonano per professione. Poi, senza che nessuno programmasse
nulla, senza nessuna strategia è nato prima il coro, poi
le nostre canzoni
e gli americani che ci sentivano cantare
riscoprivano il gusto del canto e molti hanno cominciato a stare
con noi proprio perché colpiti da questa bellezza.
Come siete arrivati fino al Meeting ?
Sicuramente quello che è accaduto negli Stati Uniti
dopo l11 settembre ha costretto tutti a sentire con più
passione ed intensità ciò che accade al di là
dellOceano, compresa la nostra musica: noi che veniamo da
New York suscitiamo curiosità nella gente, che ci ascolta
con molta attenzione. Io sono certo che non si canta de nessunaltra
parte come a New York e tutti ci sentiamo addosso una grande responsabilità
nel portare al mondo, anche qua, questa bellezza.
Sono molti i ragazzi che cercano di mettere in musica la bellezza
che hanno incontrato.
Voi ci riuscite con grande facilità, come fate ?
Noi siamo uomini e tu comunichi il tuo cuore, il tuo temperamento,
la tua vita, con la semplicità delle note e delle parole.
Io compongo da quando ho dieci anni e non mi sono mai posto questo
problema: se cominci a portelo perdi la semplicità capace
di rendere uniche le canzoni.
La fai facile
Sì! Ma è facile! Poi se fai fatica ti fai aiutare,
come faccio io con Father Rich, un sacerdote, che compone con me,
e ti paragoni con un amico che ti aiuta a misurarti, a semplificarti,
a capirti anche meglio. Comunque, se Gesù è tutto
in tutti non vedo che problema ci sia a nominarlo.
La casa discografica che produce i vostri dischi è quella
di David Horovitz.
Comè nato il rapporto con lui ?
David lavora con Jonathan, il nostro chitarrista, da dieci
anni, e dopo averci conosciuto ha cominciato ad interessarsi ai
suoi amici, a noi, a quello che ci tiene uniti. Oltretutto da quando
lo abbiamo portato al Meeting si è ancora di più affezionato
a noi, tantè vero che ci vuole sempre tornare.
Ho saputo di una scuola di musica che sta nascendo
Sì, con i ricavati delle vendite del nostro disco abbiamo
deciso di costruire unopera che avesse una visibilità
sociale. E adesso che questa scuola esiste abbiamo la scusa per
fare anche un terzo disco.
Andrea Arcangeli
[intervista tratta dal sito www.meetingrimini.org]
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